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COME MISURARE L’OSSIGENO NEL SANGUE CON IL SATURIMETRO

    Perché si misura l’ossigeno nel sangue per il Covid-19?

    Insieme a mascherine, guanti e igienizzanti è diventato uno strumento fondamentale in questi tempi di quarantena: stiamo parlando del saturimetro, anche detto pulsiossimetro o ossimetro, uno strumento che serve a misurare i livelli di ossigeno nel sangue. Ma perché se ne parla tanto in relazione al Covid19?

    Misurare la saturazione di ossigeno nel sangue fornisce al medico dei dati relativi alle funzioni respiratorie dell’individuo. Trattandosi infatti di un virus che colpisce le vie respiratorie, avere dei dati sull’ossigenazione del sangue è fondamentale per capirne l’evoluzione nel paziente e il suo stato di salute. Vediamo dunque come funziona e quando è necessario averlo anche per uso domestico.

    Saturimetro: cos’è e come misura l’ossigeno nel sangue?

    Questo piccolo apparecchio viene generalmente utilizzato negli ospedali ma la sua forma compatta ha fatto sì che venisse consigliato ad alcuni pazienti per effettuare delle misurazioni a casa. Il suo uso è raccomandato soprattutto se si sta affrontando una convalescenza da Covid19 nella propria abitazione e si ha bisogno di fornire frequentemente dei dati sui livelli di ossigeno nel sangue al medico curante.

    In realtà si tratta di un piccolo strumento composto da una piccola pinza, che viene applicata sulle dita dell’individuo, sulla quale si trova un monitor che fornisce i dati relativi alla saturazione di ossigeno, utile nel caso in cui il soggetto fosse entrato in contatto con il virus.

    Quando un paziente è in salute?

    Per affermare che un paziente sia in salute il valore sul saturimetro deve essere pari o al di sopra al 95%. In caso questo valore risultasse più basso si parla di ipossiemia ovvero di una saturazione del sangue troppo bassa.

    La gravità dell’ipossiemia è più alta quando il valore tende a scendere. Nei casi più gravi ad esempio il valore di ossigeno nel sangue può arrivare anche sotto all’85%.

    3 consigli per favorire l’ossigenazione sanguigna

    Uno stile di vita sano e delle corrette abitudini alimentari risultano essere dei validi aiuti anche per mantenere i propri livelli di ossigeno nel sangue entro un range salutare.

    Ecco allora cosa si può fare:

    • Smettere di fumare: l’ossigenazione sanguigna parte dalla capacità dei polmoni di introdurre ossigeno nel sangue. Se i polmoni vengono danneggiati dal fumo questa capacità potrebbe affievolirsi portando ad un abbassamento dei livelli della saturazione sanguigna.
    • Perdere il peso in eccesso: anche il peso in eccesso può far insorgere dei problemi respiratori. Infatti, i chiletti di troppo potrebbero affaticare anche il vostro respiro. Il consiglio è quello di tornare in forma anche per il benessere delle vie respiratorie e per tornare ad avere i giusti livelli di ossigeno nel sangue.
    • Integratori: se volete aiutare le vie respiratorie a tornare in salute un ulteriore step da seguire potrebbe essere quello di assumere degli integratori specifici. Alcune sostanze sono più consigliate di altre, ad esempio la propoli, l’echinacea e le erbe balsamiche sono dei veri e propri toccasana per gli organi che si occupano della respirazione. Potete trovarli in prodotti come lo spray Specchiasol alla propoli, la tintura madre di echinacea sempre della stessa linea oppure nell’integratore sciroppo Oligomir  a base di eucalipto e menta  In questo modo darete un ulteriore sprint al vostro organismo e ne gioveranno anche i livelli di ossigeno nel sangue.